Vico nel Lazio, il borgo medievale

Vico nel Lazio, arroccata su un rilievo calcareo, ai piedi del monte Monna, è un raro e tipico esempio di borgo medievale fortificato, monumento architettonico singolare.

Data:
23 Settembre 2020
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Su un tracciato ovale di 300 metri di asse maggiore e 250 metri circa di asse minore si registrano mura castellane in pietra calcarea con faccia piana, intervallate da 25 torri quadrate con merlatura guelfa e tre porte di ingresso, due con arco a sesto acuto e una a tutto sesto, discretamente conservate e vivibili da potersi visitare a piedi o in macchina per un percorso di circa mille metri.

La cinta fortificata  (XI - XII sec.), lunga mille metri, è intervallata da 25 torri quadrate con merlatura guelfa e 3 porte di accesso.

La cinta fortificata ripete l'assetto di un accampamento romano con le porte orientate ai punti cardinali: inizia a svilupparsi intorno all'XI secolo e, probabilmente, nel XIII secolo, il possente sistema difensivo viene ad assumere l'aspetto maestoso di oggi. La cinta muraria vicana richiama alla mente quella della  nota citta' francese di Carcassonne.

Soprattutto nelle torri delle porte, la pietra è tagliata alla perfezione sì da formare cubi e parallelepipedi, che disposti su strati orizzontali, sono tenuti insieme da un sottilissimo strato di malta. Gli angoli delle torri sono costruiti secondo la tecnica per testa e per taglio.

L'opera appare compatta e non sembra che presenti disomogeneità né nel materiale usato né nella tecnica della lavorazione, pertanto si può ritenere che il circuito murario è stato costruito con intenti difensivi ben precisi e in un arco di tempo non molto ampio. 

Il borgo ha conservato intatta la struttura urbanistica medioevale e passeggiando tra le sue stradine e le piazze si respira un'atmosfera che riporta al passato

Al centro del borgo le due chiese principali, la romanica Santa Maria e la collegiata di S. Michele Arcangelo, con bella facciata in pietra.

Il paese conserva l'atmosfera del passato poiché la struttura urbana di Vico nel Lazio si mantiene quasi inalterata, ad esempio, ci si può incamminare nella fitta rete delle viuzze retrostanti la chiesa di S. Michele per giungere al duecentesco Palazzo del Governatore.  

Già residenza del Governatore che nelle terre colonnesi amministrava il primo grado della giustizia civile, è stato sede del Comune fino al 2000. L'edificio è da attribuirsi al XIII secolo: ha graziose bifore con colonne centrali lavorate artisticamente, un misurato senso delle forme ne fanno un gioiello architettonico.

Un'altra costruzione interessante è la piccola Caserma della gendarmeria pontificia, costruita a fianco di Porta a Monte. Fa parte integrante dell'antico sistema difensivo, cioè non è elemento addossato alle mura, ma costituisce un tutt'uno con le mura stesse, alla stregua di una torre; peraltro coeva alle stesse mura. Diventa quindi un elemento costruito con l'intento di proteggere e rendere più difficile la conquista della porta di accesso al castrum. 

S. Michele Arcangelo 

Originariamente in stile romanico, la chiesa di S. Michele Arcangelo di Vico nel Lazio ha subito nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. La facciata presenta ancora caratteri stilistici romanici ed è affiancata da una torre campanaria a pianta quadrata detta “dei Presbiteri”, nella quale sono visibili una meridiana circolare, un orologio e una scultura romanica raffigurante il busto di un leone.

Il pezzo di maggior pregio artistico, qui conservato, è costituito da un mosaico del XII sec. proveniente dalla basilica romana di S. Maria Maggiore.
Attualmente esso forma il paliotto dell’altare sito nel transetto di sinistra, mentre in origine, faceva parte del tabernacolo delle reliquie commissionato dai coniugi Capocci.

E’ immediata e legittima la curiosità di conoscere come e quando esso sia stato trasferito a Vico:  ciò avvenne grazie a monsignor Nardini, conclavista del cardinale Colonna, tra il 1740-’50, in seguito alle grandi trasformazioni apportate alla basilica romana.

Sull’altare vi sono i candelabri in pietra risalenti all’epoca barbarica, mentre ai lati vi sono due colonnine tortili cosmatesche. Nella parete sovrastante, si trova un dipinto della fine del XVI sec. raffigurante  La Trinità. Esso è stato attribuito al Cavalier d’Arpino, maestro del Caravaggio. Di bella fattura è anche un Crocifisso in madreperla intarsiata e il busto bronzeo di S. Giorgio, protettore di Vico.   

La Chiesa di Santa Maria

La Chiesa di Santa Maria è tra le più antiche e suggestive di Vico, con il suo caratteristico campanile a vela, è menzionata in documenti ufficiali nel 1302, ma la Cripta e parte della originaria costruzione romana sono la testimonianza che sia d’epoca anteriore.

Realizzata a navata unica, viene scandita da due arcate a sesto acuto trasversali e da un bellissimo arco riecheggiante i consimili nella Cattedrale di Anagni. Sulle pareti si notano interessanti affreschi di scuola romana del XIII secolo (da notare quelli raffiguranti S. Caterina e San Giovanni Battista).

Prezioso è l’altare romanico che vi si conserva così come la Cripta sottostante anch’essa affrescata.

Testo: VICOdiffuso 

Vico nel Lazio è "monumento nazionale e zona di rilevante interesse pubblico" (Ministero della Pubblica Istruzione).

Foto di Alberto Bevere, Elena, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.  

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Ultimo aggiornamento

Giovedi 19 Novembre 2020