Fumone e il suo Castello, prigione di Celestino V

Fumone è un bellissimo borgo medioevale della Ciociaria, il centro storico è posto su un colle dalla forma conica a 783 metri sul livello del mare. Il borgo è noto per essere stato il luogo di prigionia di Papa Celestino V dopo la sua rinuncia al soglio pontificio.

Data:
23 Settembre 2020
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Grazie alla sua posizione strategica, fin dall’antichità Fumone assunse un’importante funzione di controllo del territorio, specialmente nel periodo medioevale. Fu un luogo fondamentale per la sicurezza di Roma, in particolar modo nei periodi segnati dalle invasioni, come quelle saracene e normanne.

Il Castello di Fumone è stato la principale fortezza militare dello Stato Pontificio del Basso Lazio; fu usato per oltre 500 anni (XI-XVI secolo) come punto di avvistamento. Le fumate che venivano prodotte dall'alta torre comunicavano in tutta la Campagna e Marittima che dei nemici si erano immessi sulla via Casilina ed avvertivano la popolazione di trovare un rifugio.

Da ciò nacque l'adagio popolare: Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema ed anche il nome del paese.

Fumone si rivelò una fortezza inespugnabile e furono vani i tentativi di conquista anche da parte di Federico Barbarossa ed Enrico VI; ci riuscì solamente papa Gregorio IX nel tredicesimo secolo ma pacificamente e sotto pagamento di un'ingente somma di denaro.

Nel 1121 il castello di Fumone fu luogo di prigionia e di morte per Maurizio Bordino, antipapa francese conosciuto anche con il nome di Gregorio VIII, che venne condotto a Fumone da papa Callisto II; il corpo dell'antipapa sepolto nel castello non venne mai più ritrovato.

L'episodio più importante avvenne però nel 1295 quando venne fatto prigioniero nel castello il papa Celestino V (conosciuto con l'appellativo di Pietro da Morrone) , colui che "per viltade fece il gran rifiuto". Dopo una prigionia durata dieci mesi, morì a Fumone il 19 maggio del 1296; da allora il castello inizia ad essere anche un luogo spiritualmente importante.

Nel corso del 1500 però il castello, avendo perso la sua importanza militare e non avendo più lavori di manutenzione stava decadendo; per tale motivo, nel 1584 il papa Sisto V, decise che essendovi morto Celestino V, il castello doveva essere conservato come luogo di memoria storica e lo affidò ad una nobile famiglia di Roma: i marchesi Longhi.

Sisto V scelse proprio tale famiglia perché il loro antenato Guglielmo, che venne eletto cardinale da Celestino V iniziò a crearne il culto, proteggendo l'ordine dei celestini creato da Pietro da Morrone.

Il castello conserva nel museo interessanti reperti archeologici e comprende anche un giardino pensile, realizzato dalla famiglia Longhi nel Seicento.

Il giardino sospeso, ricavato dall'unificazione dei camminamenti di ronda, dei fossati e dei quattro torrioni interni, è uno dei rari esempi nel suo genere in Europa, ed è tipico dell'arte del giardino classico all'italiana.

Per la sua estensione (3500 m2), è ritenuto il più grande d'Europa tra quelli che si trovano ad un'altitudine uguale o superiore agli 800 metri sul livello del mare.

Nel castello sono stati preservati due luoghi, nel piano nobile, riconducibili a papa Celestino V. Uno è la cappella costruita nel XVIII secolo in sua memoria. Attigua alla cappella è la cella dove venne rinchiuso e dove l'ex papa trascorse gli ultimi 10 mesi di vita, praticamente murato vivo.

Casa Museo “Ada e Giuseppe Marchetti”

La Casa Museo, ubicata nel Castello o Rocca di Fumone, è dedicata ad Ada e Giuseppe Marchetti, discendenti dell’illustre famiglia, proprietari e abitanti dei locali prima della donazione della struttura al Comune di Fumone, avvenuta il 24 febbraio del 1988.
Testimonianza di un’architettura nobile per la presenza di arredi di pregio artistico, la casa museo racconta la vita di Giuseppe Marchetti Longhi e della sua attività professionale di studioso, archeologo e senatore del Regno.

Durante la visita al Castello è possibile ascoltare la storia del marchesino Francesco Longhi che venne ucciso, a soli tre anni, dalle sue sette sorelle; la madre (la duchessa Emilia Caetani) impazzita completamente dal dolore non accettò di farlo seppellire e decise di farlo imbalsamare: il corpo del bambino è custodito ancora oggi nel castello. 

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Chiesa Collegiata di Santa Maria Annunziata

È ubicata nel Centro Storico, la sua esistenza è certa sin dall'anno 1147 ma è stata completamente trasformata con i lavori di ristrutturazione eseguiti alla fine del Settecento. È costituita da una navata centrale terminante con l'abside, una laterale terminante con una cappella coperta con cupola ed un campanile posto lateralmente.

L'impianto geometrico e lo stile architettonico rivelano le trasformazioni subite nel corso degli anni con l'esecuzione di restauri che hanno mutato completamente il tempio originario. L'attuale struttura risulta del tipo basilicale con stile tardo rinascimentale con accenti barocchi nelle edicole commemorative.

È costituita da pilastri in muratura nervati che sorreggono una volte a botte nella navata centrale e volte a crociera nella navata laterale. Tra i pilastri che scandiscono le campate sono state ricavate le edicole commemorative dedicate: nella navata centrale alla visita del papa Paolo VI (1966) ed alle Confraternite: del Rosario (1579), del Sacramento (1702), del Protettore (1723) ed alla Madonna di Loreto (1518) nella navata laterale, in cui è ubicato l'altare dedicato alla Madonna del Perpetuo Soccorso, la cui immagine sacra venne portata a Fumone nell'anno 1886.

All'interno vengono custoditi: un altare marmoreo settecentesco con il coro ed una fonte battesimale del XII secolo ed opere d'arte di pregevole fattura tra cui: la statua d'argento del protettore S. Sebastiano raffigurante l'Ufficiale romano trafitto da dardi, di pregevolissima fattura, opera di Giovanni Giardini (1646-1722), realizzata tra il 1696/1697l'affresco presente sulla volta della navata centrale raffigurante S. Pietro, Celestino V assistito da due frati e nell'abside l'imponente quadro raffigurante l'Annunziata, opera del Buttaragi datata 1786. Durante i festeggiamenti del Santo Patrono la statua argentea in cui sono custodite le sagre reliquie del Santo, viene esposta nella macchina processionale in legno dorato risalente al XVII secolo.

Chiesa della Madonna delle Grazie

All'origine era un'edicola con immagini di pregevole fattura posta sul crocevia dell'originale strada che si biforcava da Ferentino e si biforcava in direzione di Fumone e di Alatri. Con la costruzione della Chiesa le pitture dell'edicola hanno trovato riparo dagli agenti atmosferici, tanto che si presentano tuttora ben conservati. La fonte storica che ne documenta l'esistenza è un manoscritto di Veceslao Canonico Cocchi, cappellano della Chiesa.

Chiesa di SS. Michele e Gaugerico

La Chiesa ubicata nel Centro Storico, a ridosso del Castello e del Giardino pensile, risale al secolo XII e fu costruita dal Prof. Giovanni da Fumone, scrittore Apostolico di papa Giovanni XXII ad Avignone, recuperando mura preesistenti, forse di un convento o di una torre.

Sulla sommità della porta d'ingresso vi era impresso lo stemma che aveva nel campo una vite ed un grappolo d'uva, mentre il campanile del tipo a vela, possedeva una campana datata 1333, fusa a spesa di tale a spese di Giovanni di Svezia che risiedeva in Fumone.

La tela ad olio sullo sfondo dell'altare maggiore risale all'inizio del XVIII secolo e rappresenta il vescovo francese S. Gaugerico. Degno di menzione è il monumentale portale gotico della facciata, sulla quale è possibile distinguere i resti di archi a sesto acuto. Con l'andare del tempo la Chiesa subì gravi danni tanto da non essere agibile e rimase chiusa al culto dall'anno 1891 fino al compimento dei lavori nel luglio dell'anno 1909 ad opera del parroco Don Angelo Celani.

Nell'anno 1910 lo stesso parroco vi pose il quadro della vergine SS del Rosario di Pompei, opera del Maestro Vicenzo Cerica e nel 1911 vi istituì la Confranternita del Rosario. I lavori di ristrutturazione eseguiti nell'anno 1934 hanno trasformato totalmente le caratteristiche del monumento, mentre con le verniciature eseguite all'interno negli anni sessanta è stato coperto l'affresco raffigurante S.Miche Arcangelo presente nella volta della navata principale. Con i recenti lavori di restauro e di consolidamento curati dall'arch. Vittorino De Carolis è stata eseguita anche la bonifica del paramento murario con l'asportazione delle superfetazioni che ha permesso di ridare al monumento l'antica atmosfera.

Chiesa di San Pietro Celestino V

La Chiesa ubicata nella frazione Pozzi fu voluta e donata dal papa Paolo VI in seguito alla visita a Fumone del 1º settembre 1966. È stata recentemente restaurata dal parroco Don Valter Martiello, con l'aiuto materiale e finanziario della comunità fumonese. Custodisce opere dell'artista locale De Santis Benedetto.

Testo: Wikipedia

Foto di Stefano Di Stefano, Alessandro Potenziani, Emilia Trovini, Ferdinando Potenti, 48_marioc,  G_G_Photography, Massimo Palozza, Pietro Scerrato, Fabrizio Minelli, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 

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Ultimo aggiornamento

Lunedi 12 Aprile 2021