Terelle e il castagneto monumentale

Terelle adagia il suo caseggiato del Centro urbano, a circa mille metri d’altitudine, sulla costa orientale del Monte Cairo

Data:
23 Settembre 2020
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Bisogna saperlo che su quel podio alpestre c’è un paese, un pittoresco paese, con la sua storia secolare, col suo antico castello, con le sue selvagge bellezze, col suo verde intenso, col suo cielo azzurro, con la sua purezza ossigenata, coi suoi castagneti ultra centenari, con l’acuta spiritualità dei suoi abitanti, forti e perfino rudi, delicati e perfino sognatori e poeti. Bisogna sapere il punto geografico su cui si eleva Terelle, perché dalla Valle del Liri Garigliano o dalla Valle del Rapido non è visibile, nascosta tra le digradanti propaggini degli Appennini e quasi mimetizzata sulla montana superficie del Cairo, che la distanza tende ad omogenizzare nei suoi colori sfumanti sempre più ora verso il verde, ora verso l’azzurro.

Scopri Terelle allo stesso modo che svesti una castagna dal suo riccio, o denudi una mandorla dal suo guscio: e il dolce sapore del frutto premia la fatica. E’ difficile incontrare Terelle per caso. Bisogna sapere dov’è ubicata, per andarci. Non la trovi a portata di mano. Non s’incontra lungo un itinerario qualsiasi. Solo chi va per scalare Monte Cairo dal versante orientale incontra Terelle, singolare paese, quasi una sorpresa, quasi una scommessa. Sicuramente una scoperta!

Si accede a Terelle, per mezzo di strade asfaltate, da Cassino, da Atina, da Villa Santa Lucia. Da Cassino si passa per Caira. Oltre il Cimitero di guerra germanico, la strada incomincia a salire, attraverso un percorso pittoresco e tornanti sinuosi. Una variegata vegetazione ti accompagna costantemente. Ci sono ulivi, querce, lecci, cerri, olmi, acacie, pini, rovi. Sei continuamente attratto dal paesaggio che varia momento per momento. La Valle del Rapido si fa sempre più lontana e sempre più bassa. Si domina Sant’Elia, Valvori, Cervaro e poi perfino Vallerotonda, Aquafondata e Viticuso. Montecassino anch’esso si è collocato in basso. Ormai domini tutta la cordigliera appenninica e antiappenninica. Hai la sensazione virtuale di un’aquila che conquista il cielo.

Se si vuole passare per Villa Santa Lucia, bisogna lasciare la Casilina al bivio per Piedimonte o, dopo solo qualche chilometro, al bivio per Villa, dove, appena attraversato il paese, la strada incomincia ad inerpicarsi improvvisamente. Poi si oltrepassa la Cicogna, dominando l’intera Media Valle del Liri fino all’ultimo orizzonte degli Aurunci e degli Ausoni e si continua a salire, a salire, attraversando boschi di querce e di pini.

Da Atina si sale a Terelle attraverso un antico tratturo montano, ora asfaltato. La strada è tortuosa, inerpicante e passa per zone ora aride e petrose, ora folte di vegetazione arborea, specialmente querce e pini. Ad un certo punto della salita, oltre i cinquecento metri d’altezza, ci si accorge di sorvolare un esteso pittoresco paesaggio, in cui si evidenziano il nastro argentato della superstrada per Atina, la gola di una galleria, i neri boschi di Valleluce e Casalucense e la caratteristica guglia di Belmonte Castello che al mattino sfuma in bianchi vapori di fiaba. A un certo punto del percorso si incontrano muraglie, che si direbbero di tipo megalitico. Qua e là si vedono cosparse le tipiche “caselle” terellane, qualcuna in buono stato di conservazione, qualcuna diroccata e quasi interamente ricoperta dalle edere. In località Castagna d’Oro ci si affaccia nella convalle di Terelle: di fronte ci sono il paese e Monte Cairo, più in basso ci sono gli intensi boschi di castagni.

 

 

Il castagneto di Terelle è  un meraviglioso castagneto secolare, dichiarato "monumentale", vanto del paese e senz'altro tra i più belli di tutto il Lazio. Il più grande castagno ha una circonferenza di 12 metri e il più "anziano" ha 800 anni - Foto di Franco Carnevale 

L’alba terellana è indescrivibile. Anzi, meglio bisogna dire che le albe terellane sono indescrivibili, perché ogni alba è uno spettacolo a sé, vario e diverso di volta in volta, irripetibile, come il gioco di un caleidoscopio, perché numerosi e multiformi sono gli elementi che entrano in gioco: la nuvolosità, l’umidità, l’eventuale pioggia o nebbia, il vento, il punto di osservazione.

Testo: La Ciociaria


La storia

Centro montano a 905 metri sul livello del mare, situato sul versante settentrionale del Monte Cairo, affonda le sue origine nell’anno 1000, quando il conte Landolfo d’Aquino, in guerra con Montecassino, vi costruì un castello. E’ proprio attorno a questo maniero che cominciò a formarsi il nucleo abitato

Malgrado la seconda guerra mondiale abbia distrutto l’intero centro, le costruzioni medievali, attualmente abitate, sono ancora visibili intorno alla torre del vecchio castello. All’ingresso di Terelle è situata una delle risorse naturali dell’intera provincia: un meraviglioso castagneto secolare, dichiarato “monumentale”, vanto del Paese e senz’altro tra i più belli di tutto il Lazio. Il castagno più grande ha una circonferenza di 12 metri ed il più vecchio ha ben 800 anni.

La Sagra delle Castagne di Terelle, dal 1982, si svolge ogni anno nel mese di novembre.  La castagna di Terelle DOC si caratterizza per tre ecotipi: la primutica, grande e di colore marrone chiaro e dalla raccolta precoce, la pelosella, piccola e di colore marrone cupo e caratterizzata dalla presenza intorno al picciolo di abbondanti peli bianchi, e la pizzutella o conca, di pezzatura piccola e colore rossiccio e dalla forma arcuata e appuntita - Foto web

A Terelle, oltre ad altri luoghi interessanti da visitare, è degno di rilievo il Cimitero Napoleonico che testimonia i cambiamenti avvenuti nel contesto sociale di allora.  A seguito del divieto di seppellire i defunti all’interno delle Chiese, vi furono nuove disposizioni legislative che prevedevano la costruzione e la collocazione dei cimiteri fuori le mura della città. Originariamente, nel mondo greco romano, la parola cimitero aveva un significato simbolico; essa veniva usata per indicare una sola tomba. Solo più tardi il termine cimitero assunse il significato di “Luogo per raggruppamento di sepolture”. Le tombe, nell’era cristiana, venivano allineate in gallerie sotterranee dette catacombe. Nei secoli successivi, l’uso delle catacombe si perse. I cimiteri venivano costruiti al di sopra delle vie suburbane, ma l’estendersi degli agglomerati urbani non permetteva alcun ampliamento. Per ovviare a ciò si ricorse alle fosse comuni. Solo gli ecclesiastici ed i personaggi importanti venivano seppelliti all’interno delle Chiese. Successivamente anche altri defunti, socialmente meno importanti, venivano seppelliti in tombe collettive poste sotto il pavimento della Chiesa. E’ solo nel XVIII sec. che viene meno questa usanza, colpita da nuovi provvedimenti legislativi che prevedono il trasferimento dei cimiteri fuori dalla cerchia urbana.

Testo: Tesori d'Italia

 

Si chiama comunemente Cimitero Napoleonico quella imponente costruzione che troneggia come una cattedrale nel deserto, in un luogo dove proprio non si immaginerebbe che fosse, qualche centinaio di metri sotto il paese, senza nessun richiamo architettonico culturale con il paesaggio circostante. Terelle è interamente medievale e anche le costruzioni erette per tutto il periodo fino all’ultimo conflitto mondiale sono di stampo medievale. Quel monumento, o mausoleo, è cosa completamente diversa: un’architettura solida in pietra squadrata a faccia vista dalle linee elegantemente neo-classiche. Che sia una costruzione cimiteriale si legge dalle linee verticali della porta e degli spigoli del corpo di fabbrica centrale che sono “a fuga”, cioè “a cassa da morto’. All’interno, poi, si capisce subito che trattasi di un piccolo cimitero, perché lungo le pareti ci sono i loculi e nel sottostante pavimento a volta si intravede il vano che solitamente veniva adibito a fossa comune. Ad altezza di porta d’ingresso corre una lesena orizzontale aggettante lungo tutta la costruzione. Il terrazzo di destra, per chi guarda, finisce agli angoli esterni con un alettone tipico dell’architettura omologa napoleonica, quasi un richiamo del mitico cappello di Bonaparte. Il frontone triangolare è supportato da una fascia di trabeazione con tipiche “gocce” quadriformi. L’ala sinistra della costruzione è crollata, ma si capisce che era simmetrica a quella di destra

 

E’ da supporre che il mausoleo cimiteriale fosse stato costruito a seguito della legge di Napoleone circa la regolamentazione delle sepolture, tendente all’igiene pubblica e ad un certo egalitarismo che evitasse le discriminazioni sociali. L’Editto di Saint Cloud è del 1806. I Francesi sono stati nella zona dal tempo della Repubblica Partenopea, nel 1799, fino a tutto il periodo muratiano, concluso nel 1815, con la restaurazione borbonica. Terelle è però in posizione geografica arretrata rispetto alle zone di maggiore influenza del Regno Napoletano di Gioacchino Murat. Come si spiegha allora questa testimonianza franco-napoleonica? Un gruppo di Francesi rimasti a Terelle? Una guarnigione militare? Un semplice vezzo architettonico di gente del posto, magari nostalgica della cultura franco-napoleonica? E’ difficile credere a quest’ultima ipotesi, ripensando alla tradizione cattolica e benedettina fortemente radicata a Terelle. Qualcosa di analogo si trova a Villa Santa Lucia, nel cimitero di San Martino, dall’architettura neoclassicheggiante, che però appare di epoca successiva al Mausoleo di Terelle ed ha linee gotiche, a sesto acuto.

Testo: www.laciociaria.it

 

Foto di Ferdinando Potenti, Marcello Carnevale, Franco Carnevale, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.

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Ultimo aggiornamento

Giovedi 19 Novembre 2020