Pico, il Castello Farnese e Tommaso Landolfi

Pico è un antico borgo medievale arroccato su una collina a ridosso del Monte Pota. Il suo nome ha origini celtiche, deriva infatti da "Pic" che significa "punta aguzza" e venne chiamato così, probabilmente, per lo sperone sul quale sorge. E' immerso in un paesaggio verde circondato da colline con coltivazioni di ulivo e vite.

Data:
23 Settembre 2020
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Il paese è posto a 190 metri di altezza, sul versante settentrionale dei Monti Aurunci, immerso in un ricco paesaggio di collinette coltivate a ulivo e vite. Il centro storico sorge attorno alla Rocca e offre al visitatore le chiese di S. Antonino, San Rocco, Santa Maria in Campo, S. Marina ed il Santuario di Monte Leucio, del XVI° secolo.

L’esistenza di Pico e del Castello, fatto erigere da Giovanni Scinto signore di Aquino, è attestata dalla formula “Castrum qui nominatur Pika” del 1049 e da questo momento la storia del paese si intreccia strettamente alla storia del suo castello, intorno alle cui mura si è sviluppato il primo nucleo abitativo. La fortificazione ha una data storica certa in quanto esistono numerosi documenti antichi nei quali sono riportati riferimenti al Castrum e all’Oppidum Pica, quest’ultima citazione risale al 1126 AD: Annales Casinenses seu Anonymi Casinensis Chronicon.

Appartenne durante il Medioevo ai D'Aquino, ai Dell'Aquila, conti di Fondi, all'abbazia di Montecassino, agli Angioini (1266) e agli Spinelli (1331).

Nel XV secolo pervenne ai Della Rovere e, con l'avvento della dominazione spagnola, fu amministrata dai governatori del regno di Napoli, per passare poi ai Farnese nel 1542.  La famiglia Farnese fece progredire il paese al punto che gli abitanti decisero di cambiare il nome in Pico-Farnese.

Dal 1734 dipese direttamente dalla corte del regno di Napoli e seguì le sorti di quest'ultimo fino all'unità d'Italia.

Attualmente il centro storico ricorda una tipica strutturazione di età medioevale, con strade strette, regolari, concentriche, collegate da scalinate che si snodano attorno al castello e una cinta muraria interrotta da quattro porte per l’accesso al centro abitato, di cui resta intatta quella di San Rocco.

Pico è entrato a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”, l’associazione nazionale che premia e riconosce le cittadine che meglio riescono a conservare e valorizzare i centri storici e le bellezze urbane della nostra Penisola.   

Tra i palazzi ottocenteschi del centro storico si trova la casa natale del poeta e scrittore Tommaso Landolfi.

Da sempre Pico accoglie e ispira i letterati italiani: Eugenio Montale nella Elegia di Pico Farnese – scritta a seguito di una sua visita all’amico e scrittore Tommaso Landolfi, nativo di Pico, descrivendo il suggestivo borgo – si esprime così:

Strade e scale che salgono a piramide, fitte
d‘intagli, ragnateli di sasso (…) 

Landolfi invece definisce Pico: “un minuscolo borgo sperduto tra le montagne (…) ” ossia “(…) le bizzarre e possenti sagome degli Aurunci”.

Per far conoscere Tommaso Landolfi, l’illustre scrittore, singolare autore del ‘900 e le sue opere attraverso il luogo in cui egli ha vissuto, è stato istituito nel 2014 un Parco Letterario® (Sito web ufficiale) che si snoda lungo gli stretti vicoli del Centro Storico, censito da un anno dal prestigioso Club de I Borghi più Belli d’Italia. I dodici pannelli che lo costituiscono sono in legno proveniente dalla lavorazione della risulta della pulizia dei boschi e da una lamina in alluminio realizzata da una ditta che opera nel circondario del piccolo centro abitato, nell’ottica dell’utilizzo del Km 0. Un equivalente percorso si snoda anche sui sentieri delle zone montane del territorio comunale, care allo scrittore.

A fine maggio 2017 Pico ha stretto un gemellaggio con Ronciglione, luogo dove Tommaso Landolfi è morto, ma è stato tumulato a Pico.

Scendendo per le viuzze ed i vicoli, si perviene alla porta dabbasso, fuori della quale si erge una graziosa chiesetta. La grande porta rinchiude la parte più vecchia del paese e vicino vi sorge un bel palazzo con ancora i segni della seconda guerra mondiale.

Tra le manifestazioni più importanti che si svolgono a Pico ricordiamo il Rally Automobilistico di Pico, che raduna ogni anno appassionati di tutta Italia. Peculiarità del rally è il passaggio nella piazza centrale del paese dove ogni anno gli spettatori si danno appuntamento per vedere i passaggi delle auto da competizione; un'altra particolarità è quella di essere l'unico rally in Italia ad essere organizzato con una licenza comunale

Il borgo è dominato dalle rovine del Castello Farnese da cui si gode un vasto panorama: ormai è quasi del tutto distrutto e si notano solo alcuni torrioni sui quali svetta una torre con orologio di costruzione rinascimentale

Scendendo per le viuzze ed i vicoli, si perviene alla porta dabbasso, fuori della quale si erge una graziosa chiesetta. La grande porta rinchiude la parte più vecchia del paese e vicino vi sorge un bel palazzo con ancora i segni della seconda guerra mondiale

Le strade del paese sono poste a raggiera e sembra che l’antico borgo fosse costituito da tre cerchie murarie oltre al castello sommitale

Dall'altro lato della sommità si eleva la settecentesca Parrocchiale di Sant’Antonino, con una facciata caratterizzata da lesene in pietra locale

Un’altra chiesa eretta nel borgo è quella di Santa Marina, più antica della parrocchiale, abbastanza ben conservata con elementi decorativi romanici: un bel portale laterale e un tozzo campanile

Per chi volesse visitare Pico, sarà possibile immergersi nella natura attraverso i nuovi Percorsi Montani, sentieri all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci, immortalati dal Landolfi ne "La Pietra Lunare". 

Lo scrittore frequentava questi luoghi durante le sue battute di caccia che organizzava con i cugini e si è rifugiato in questo territorio durante il conflitto bellico al fronte di Montecassino.   

La parte montana si articola in 4 soste principali: Rifugio Pozzo Ranucci, Pozzo la neve, Fossa Rotonda e Valle Vona.

Il sentiero rappresenta una delle peculiarità del Sistema Letteratura e Cinema dell’Ecomuseo realizzato dal Parco Naturale dei Monti Aurunci, al fine di materializzare ambiti teorici di studio in luoghi in cui percepire ciò che si è potuto leggere nelle pagine delle opere dei diversi autori

La processione di San Rocco.

Il 16 agosto a Pico si festeggia San Rocco con una caratteristica processione, la benedizione dei pani di San Rocco.

Ogni anno, nei giorni precedenti la solennità di San Rocco, le donne preparano dei piccoli panini che vengono cotti nei forni a legna per essere portati processione.

I pani vengono poi decorati con nastrini colorati sorretti da spilli e deposti in ceste di vimini su preziose stoffe ricamate.

Le ceste di vimini con i pani di San Rocco, dopo la celebrazione della Santa Messa,  vengono portati in corteo, accompagnati dalla banda musicale del paese, fino alla chiesa di Sant’Antonino Martire, dove i pani vengono benedetti.

Secondo la tradizione, San Rocco dedicò la sua vita alla guarigione dei malati di peste ed egli stesso si ammalò. Si rifugiò in una grotta fuori dalla città aspettando la morte ma fu salvato da un cane, che ogni giorno gli portava un pezzo di pane. Una volta guarito, il Santo riprese la sua attività in favore degli appestati, per la quale ancora oggi è ricordato. Ed il suo cane lo seguì.
A Pico, in solenne processione, si ricorda questa tenera storia.

Testo: Comune di Pico - I Borghi più belli d'Italia

Foto di Franco Carnevale, Carlo Caparrelli, Rosetta Terramagra,  Marco Secondi, Fabrizio Monti, Emilia Trovini, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.   

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Ultimo aggiornamento

Mercoledi 14 Aprile 2021