Ceccano e il Castello dei Conti

Ceccano è l'antica Fabrateria Vetus, città volsca, già esistente nel 330 a.C., situata lungo le rive del fiume Sacco denominato dai Romani Trerus o Tolerus. Il collegamento Ceccano e l'antica Fabrateria si fonda su antiche iscrizioni rinvenute tra il Settecento e il'Ottocento nel territorio comunale. Il mutamento del nome, secondo lo storico locale Michelangelo Sindici avvenne nel VII secolo in onore di Petronio Ceccano Console di Campagna, discendente di Tito imperatore e padre di papa Onorio I

Data:
23 Settembre 2020
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Ceccano è un comune italiano di 23.504 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. Per abitanti è la quinta città della provincia

Nel Martirologio Romano del 2001, Fabrateria Vetus è citata in riferimento a San Magno, patrono di Anagni. Questo obbliga a riscrivere la storia del grande santo che, fino ad oggi, si credeva martirizzato a Fondi. La citazione del Martirologio conferma quanto fossero giuste le intuizioni di Michelangelo Sindici il quale aveva, già nel 1893, scritto di martirologi antichissimi che collegavano San Magno a Ceccano. Resta da chiarire se Fabrateria Vetus era la sede vescovile, come Sindici supponeva, oppure San Magno si trovava in Fabrateria, quando fu ucciso, per altri motivi.

Patria di San Silverio I Papa (come scritto da papa Gregorio XVI nella Bolla in cui elevava a Collegiata la Chiesa di S. Giovanni Battista in Ceccano) che nacque nella contrada di Campo Troiano, odierna Cantinella', la città fu per ordine del Pontefice cinta di mura difensive, in minima parte ancora visibili (così Michelangelo Sindici nell'opera citata, il quale cita numerose fonti antiche e numerosi storici come Pierantonio da Trevi, il Marrocco e l'Aretino).

Conquistata dai Longobardi al tempo di Astolfo intorno al 750, la rocca di Ceccano ebbe, nel Medioevo, una grande importanza strategica in quanto posta ai margini dei possedimenti della Chiesa.

Tra il 900 e il 1450 Ceccano fu dominata da una potente famiglia detta dei Conti de Ceccano di probabile provenienza germanica, imparentata con le più importanti famiglie della nobiltà romana.

La contea ceccanese comprendeva i territori di Amaseno, Giuliano di Roma, Prossedi, Pisterzo, Villa Santo Stefano, Carpineto, Patrica, Morolo, Supino, Maenza,Ninfa, Monte Cacume, Monteacuto, fino a raggiungere, per un periodo, Terracina. I conti de Ceccano vantavano possedimenti parziali anche in Frosinone, Ceprano e Alatri.

Nel 915 i ceccanesi ebbero un importantissimo ruolo nella battaglia del Garigliano, quando le truppe alleate del Papa sconfissero i saraceni che minacciavano Roma

I conti de Ceccano furono protagonisti delle vicende storiche ciociare fino alla seconda metà del XV secolo, quando la famiglia si estinse e i possedimenti della vecchia contea furono assegnati da papa Alessandro VI al piccolo Rodrigo Borgia e, in seguito, furono feudo della famiglia Colonna.

Già nel X secolo la contea ceccanese era tenuta in gran conto nella Chiesa. Il conte Amato è citato come potente benefattore dell'abbazia di Montecassino e, in seguito, (1099) Gregorio de Ceccano fu uno dei più potenti cardinali della Chiesa del tempo, mentre il conte Gregorio, omonimo del primo, influente personaggio, scortò con i suoi uomini, nel 1104, papa Pasquale II nel suo viaggio nel sorano.

Nel 1168 i ceccanesi inflissero una dura sconfitta alle truppe papali guidate dall'arcivescovo di Magonza, Corrado, schieratosi con Papa Alessandro III dopo che l'Imperatore Federigo Barbarossa lo aveva sostituito con Cristiano.

Tra gli uomini illustri dei de Ceccano, che nella loro storia vantano importanti personaggi nell'Ordine dei Cavalieri di Malta, oltre a sei cardinali va citato il cardinale Annibaldo, potentissimo personaggio della Chiesa del XIV secolo, che durante la cattività avignonese fu inviato dal papa a Roma per aprire il Giubileo del 1350.

Già arcivescovo di Napoli, ottimo diplomatico, spesso il Papa lo inviò in missione per dirimere importanti controversie tra i sovrani d'Europa. Fu protagonista di un tentativo di mediazione tra Inghilterra e Francia durante la Guerra dei cent'anni, in un conflitto che sarà decisivo per la storia dell'umanità. Nonostante le difficoltà, Annibaldo riuscì a ottenere una, seppur breve, tregua. Inviato in Ungheria fu mediatore di un accordo tra il sovrano di quel paese e la regina di Napoli. Gli fu inoltre affidato l'incarico di risolvere "il problema" Cola di Rienzo

Prima di Annibaldo, che ebbe contatti con Francesco Petrarca e con Giotto, al quale commissionò lavori per la chiesa di S. Maria a Fiume, Ceccano aveva dato i natali ad altri illustri personaggi.

Non si può non ricordare il cardinale Stefano, già abate presso l'Abbazia di Fossanova, camerlengo di papa Innocenzo III, amico di san Domenico di Guzmán il quale operò un miracolo in favore di Napoleone de Ceccano, nipote dello stesso cardinale Stefano. Così descrive l'avvenimento il Padre Pierantonio da Trevi

“Il 27 febbraio 1219 San Domenico... celebrando messa nella chiesa di San Sisto nella via Appia, nell'elevazione del SS. Sacramento si elevò in alto da terra e, finita la messa, risuscitò un cavaliere morto, caduto in quell'ora da cavallo in quella medesima strada, come narra Ferdinando Del Castillo, e nota in questo giorno nel suo diario il P. Gerardi, e questo cavaliere Napoleone dei Conti de Ceccano era nipote del cardinale Stefano che ivi si trovò presente... »

Tutti gli storici di san Domenico di Guzmán citano questo miracolo. Fatto cardinale da papa Innocenzo III nel 1206, Stefano de Ceccano fu tra i fondatori dell'Abbazia di San Galgano, nonché benefattore di quelle di San Domenico a Sora e Terracina ed ebbe importanti riconoscimenti dal Re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra

Altri cardinali della famiglia de Ceccano furono importanti nella storia della Chiesa: tra tutti Teobaldo, tra le cui braccia, in Fossanova, morì il grande Tommaso d'Aquino, parente dei conti ceccanesi in quanto la sua nipote, Francesca, sposò il conte Annibaldo de Ceccano.

È opportuno ricordare la figura del Conte Giovanni che, nominato cavaliere dall'imperatore Enrico, giurò fedeltà a papa Innocenzo III nel 1200.

Tra le imprese di questo conte, fondatore della chiesa di Santa Maria a Fiume consacrata da suo zio cardinale Giordano, nonché ispiratore della celebre Cronaca di Fossanova, scritta dal suo "notaio" Benedetto, c'è la lotta contro Ruggero dell'Aquila, conte di Fondi, il quale, il 23 maggio del 1216, invase la Contea ceccanese. Inseguito e raggiunto nei pressi di Castro-Vallecorsa dalle truppe ceccanesi, Dell'Aquila fu sconfitto e dovette rinunciare ai suoi propositi di espansione.

Il 18 settembre dello stesso anno il Conte Giovanni guidò l'assalto alla fortezza di Morolo. L'azione fu decisa per i contrasti esistenti con la famiglia Colonna che aveva appoggiato il Conte Ruggiero. Morolo fu conquistata e bruciata, i membri della famiglia Colonna fatti prigionieri e ben 424 morolensi furono giustiziati.

Una situazione così cruenta si ebbe soltanto nel 1324 quando il Conte Francesco De Ceccano, in piena cattività avignonese, conquistò Alatri occupandola per ben 35 anni e creando, di fatto, uno stato di guerra contro la Chiesa.

L'ultimo dei De Ceccano può essere considerato il cavaliere dell'Ordine di Malta, Stefano, negli archivi vaticani ricordato come frater S. Ioannis de Hierusalem individuato recentemente come Gran Priore di Roma nei primi anni del XV secolo.

Risale ai primi anni del XVII secolo il primo Statuto Comunale concesso da Marcantonio Colonna, discendente dell'eroe di Lepanto, Conte di Ceccano

Nell'ottocento il Marchese Filippo Berardi acquistò i beni dei Colonna e divenne in poco tempo il vero "padrone" del paese. Nominato senatore del Regno, fu l'artefice del passaggio della ferrovia nonché promotore di stanziamenti di tipo industriale nel territorio.

Nel XIX secolo Ceccano conferma i suoi stretti legami con la Chiesa grazie al Cardinale Giuseppe Berardi, fratello del marchese, e al Cardinale Tommaso Pasquale Gizzi, altro grande ceccanese, segretario di Stato di papa Pio IX, protagonista della diplomazia vaticana negli anni del Risorgimento

Durante il periodo fascista furono realizzate importanti opere pubbliche come l'acquedotto e il campo sportivo e vennero installate alcune fabbriche che daranno impulso all'economia del paese, come la Bombrini Parodi Delfino

Nel corso della seconda guerra mondiale Ceccano fu pesantemente bombardata dagli angloamericani. Dal 3 novembre 1943 al 31 maggio 1944 il paese subì 38 incursioni aeree che ebbero come obiettivo, tra l'altro, la Chiesa di Santa Maria a Fiume, monumento nazionale, e la chiesa di San Pietroentrambe rase al suolo

Anche la medievale Chiesa di San Nicola subì danneggiamenti. I bombardamenti risultarono particolarmente feroci visto che ebbero come obiettivi anche la popolazione inerme

Ci furono casi di donne e bambini colpiti con chirurgica precisione.

Santuario di Santa Maria a Fiume 

Risalente al XII sec., monumento nazionale, edificato sui resti di un tempio romano dedicato a Faustina, moglie dell'Imperatore Antonino Pio, venne distrutta dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale e poi ricostruita fedelmente negli anni cinquanta

Anticamente nel santuario vi erano pitture che la tradizione attribuì alla scuola di Giotto, andati persi durante il bombardamento del gennaio 1944

Collegiata di San Giovanni Battista

Luogo principale dell'attività liturgica, era già stata costruita nel 1196. Subì numerose incursioni che ne determinarono il cambiamento di struttura. Consacrata nel 1767 si presentava con la facciata rivolta dove ora è l'abside: nei primi anni del XX secolo essa fu "girata" ponendo l'entrata nella piazza S. Giovanni, dove è tuttora

La Collegiata contiene numerosi oggetti d'arte: appena entrati a sinistra vi è la cappella del tesoro con preziosi Messali del sec. XV e reliquiari. Lungo la navata destra vi sono tre altari: uno dedicato alla Natività, uno alla Madonna della Consolazione e uno a S. Antonio da Padova

L'altare maggiore contiene l'artistico coro ligneo assieme alla pala d'altare raffigurante il martirio di S. Giovanni Battista da attribuire al Signorelli o alla scuola di Reni. Ai lati dell'altare la statua di S. Giovanni Battista e il S. Crocifisso ligneo del XV secolo. Nell'altare di destra, ove è l'artistico altare del S. Sacramento vi è la tomba del cardinale Gizzi tumolata qui nell'ottobre del 1992. Nella navata destra vi sono gli altari dell'Addolorata, sec. XV, e della Madonna del Rosario. Nella sacrestia è possibile ammirare il ciclo di affreschi medievali, in parte rovinati, risalenti al sec. XII

Chiesa della Madonna della Pace

Anticamente fuori le mura, la chiesetta risale al sec. XVII e veniva usata come lazzaretto. All'interno pregevole tavola, purtroppo rovinata dall'umiditità, raffigurante la Natività del Signore, del sec. XVII. Nel maggio 2011 la Chiesetta è stata restaurata per interessamento dell'abate-parroco di S. Nicola.

Chiesa di San Rocco

Sita lungo la strada per Frosinone, la Chiesa risalente al sec. XVI era inizialmente dedicata alla Madonna di Loreto per poi essere dedicata a San Rocco durante la peste che colpì Ceccano a metà del sec. XVII. All'interno pregevole inconostasi con le statue di S. Rocco, della Madonna di Loreto e di S. Vito. Proprio la statua di S. Vito era, anticamente, parte di una festa, il 15 giugno, in cui i Ceccanesi ballavano e pregavano attorno alla statua per favori celesti

Chiesa di San Sebastiano

Posta in piazza del Comune la Chiesa venne costruita per ordine del cardinale Annibaldo IV de Ceccanonel 1350 e affidata ai frati minori francescani. Abbandonata nel XV secolo, venne ricostruita in forme barocche attorno alla prima metà del XVII secolo e affidata nel XIX secolo alle suore di carità che lasciarono tale la Chiesa fino al 1969, anno in cui venne chiusa per poi venire riaperta, dopo un grande restauro, il 19 gennaio 1980. 

Si presenta a un'unica navata con due altari laterali: nell'altare di sinistra affresco con la Stigmate di San Francesco, nell'altare di destra, anticamente dedicato al Sacro Cuore, affresco della Navitià risalente agli inizi del XVII secolo

Nella parte absidale è possibile vedere una volta a crociera, unico esempio della precedente costruzione gotica, sotto la quale si ammira la bella iconostasi con stucchi e affreschi del XIX secolo, siti al lato della statua di San Sebastiano del XVI secolo

Abbazia dei Padri Passionisti

Nell'Abbazia dei Padri Passionisti, dedicata a S. Maria de Corniano, fondata da San Paolo della Croce, sono conservate le spoglie del Beato Grimoaldo Santamaria

Cara ai ceccanesi per l'aiuto dei Padri passionisti alla popolazione nella seconda guerra mondiale, vengono all'Abbazia pellegrini di ogni parte d'Italia per pregare davanti al corpo del Beato

Il Castello dei Conti

Il Castello dei Conti domina la Valle del Sacco, di recente ristrutturato non senza polemiche per la mancata ricostruzione della merlatura in stile neogotico posta sulle mura e sulla torre alla fine dell'800 che riproduceva quella ghibellina del periodo medievale.

Tra l'altro parti dell'antica merlatura medievale sono tuttora visibili incastonate nei muri posticci. Parzialmente visitabile su richiesta, fu della famiglia dei Conti de Ceccano, che dominarono le terre poste nelle attuali province di Roma, Frosinone e Latina dall'XI al XV secolo

Castel Sindici

Elegante edificio a pochi passi dal centro storico, immerso nella tranquillità di alberi secolari. Progettato dal Cavalier Giuseppe Sacconi (già architetto del Vittoriano di Roma) per volere dell'enologo locale e Cavaliere del Lavoro Stanislao Sindici è stato realizzato in stile neogotico con la candida pietra locale a fine '800

Nei locali seminterrati si possono ancora vedere le antiche botti in ceramica dove un tempo veniva prodotto il vino "Castel Sindici", equiparato al bianco di Frascati e venduto anche all'estero agli inizi del '900

I piani superiori erano il salotto buono dove la facoltosa famiglia ospitava artisti illustri, come i pittori romani Tiratelli e forse anche Gabriele d'Annunzio. Alla fine degli anni '20 fu dichiarato Zona d'Interesse Artistico Nazionale e durante gli anni dell'occupazione nazista fu requisito e convertito in quartier generale delle SS; abitato da discendenti della famiglia Sindici fino ai primi anni '90, attualmente è di proprietà comunale ed possibile visitare solo il pittoresco parco circostante, dal quale ammirare il panorama sul centro storico di Ceccano

Siti archeologici

Villa romana; durante i lavori per la TAV in un sito archeologico già conosciuto (noto ai ceccanesi ma ignorato dalle autorità) sono venuti alla luce resti di un'antica grande villa patrizia romana, che sembra sia addirittura appartenuta all'Imperatore Antonino Pio. Impressionante la conduttura in pietra che fungeva da acquedotto a servizio della villa.

Architetture civili

L'Auditorium "ex-Cinema Italia", di proprietà comunale, autogestito dall'associazione culturale IndieGesta che l'ha trasformato in officina delle arti e della musica. 

La stazione di Ceccano

Da un lato ci sono alberi, fiori e colline dai colori brillanti, dall’altro i fumi delle fabbriche dipinti con inquietanti gradazioni del rosso. Al centro, un treno che corre veloce esprime la mediazione possibile tra i due estremi, l’interazione tra uomo e natura

L’enorme murales copre la facciata della stazione di Ceccano (FR), e racconta la storia del territorio. Questo centro abitato nel cuore della Ciociaria è attraversato dal fiume Sacco - dove un tempo si faceva il bagno, mentre ora è avvelenato da sversamenti industriali- e incoronato dal bosco Faito, 330 ettari di ecosistema unico al mondo, dichiarato monumento ambientale nel 2009 ma che rischiò di essere cementificato per una speculazione edilizia nei primi anni 2000

L’opera d’arte, realizzata dall’artista locale Alberto Spaziani, è stata commissionata dall’associazione Centro Studi Tolerus (www.tolerus.it), che dal 2007 ha ottenuto in comodato d’uso gratuito dalla Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) i locali della stazione, in cui promuove progetti di educazione ambientale. L’ecostazione di Ceccano è una delle circa 450 iniziative di riutilizzo delle stazioni impresenziate italiane attraverso contratti di comodato d’uso stipulati da Rfi con Comuni e associazioni senza scopo di lucro, per la concessione dei locali ai fini di promozione turistica, sociale e culturale, in cambio della manutenzione e della pulizia degli scali

I locali inutilizzati delle stazioni danno così spazio a progetti destinati alla collettività: l’ex appartamento del capostazione al primo piano del fabbricato viaggiatori di Ceccano oggi ospita una biblioteca sulle tematiche ambientali, un laboratorio didattico e una sala riunioni e convegni. In cambio, secondo l’accordo preso con Rfi, i circa 30 volontari dell’associazione tengono pulite le aree viaggiatori e il parco annesso allo scalo.....

 

Testo: Wikipedia

Foto di  Giuseppe Bucciarelli, Emilia Trovini, Antonio Grella e Peppino Diana, Alberto Bevere, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.   

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Ultimo aggiornamento

Giovedi 19 Novembre 2020