Falvaterra e le Grotte di Falvaterra e Rio Obaco

Il comune di Falvaterra si trova nell’area centro-meridionale della provincia di Frosinone; il paese è stato costruito sopra uno sperone che domina la sottostante vallata ove confluiscono i fiumi Liri e Sacco. Deriva il nome dall’antica città romana di Fabrateria, già costruita nel luogo di confluenza fluviale, più esattamente in contrada Civita di San Giovanni In carico.

Data:
23 Settembre 2020
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Giovenale celebrò le bellezze naturali del territorio nei suoi versi descrivendo il paese come il luogo ideale per l'otium.

Secondo quanto congetturato da diversi storici locali, Falvaterra sorse a seguito della distruzione di Fabrateria nel Medioevo. La popolazione si rifugiò sulle colline prospicienti dando vita ad una serie di villaggi: Falvaterra fu uno di questi. 

L’esistenza del paese è documentata solo dopo l’anno Mille quando il borgo fu soggetto ai De Ceccano; nel 1128 fu conquistato dal papato diventando il limite meridionale del Lazio pontificio. Da allora Falvaterra è sempre stata zona di confine, almeno fino alla caduta del potere temporale nel 1870.  

Nel corso del Medioevo venne gestita da un gruppo di consortes, svolgendo probabilmente la funzione di colonia militare. Ne è testimonianza la gran cura avuta per la custodia e l’efficienza delle fortificazioni. Oltre alla Chiesa di Santa Maria, vi si trovava la Chiesa di San Nicola, donata ai celestini di Sora. La rocca fu molte volte assediata e conquistata.

Nel 1303 cadde nelle mani dei Caetani e nel secolo successivo in quelle dei Colonnarimanendo sotto la loro signoria fino al 1816, anno dell’abolizione dei diritti feudali. Nel periodo risorgimentale e postunitario Falvaterra fu coinvolta nelle vicende del brigantaggio.

Durante la seconda guerra mondiale ospitò molti sfollati del cassinate e della zona circostante, fra cui lo stesso municipio di Ceprano. Proprio quest’ultima cittadina attinge l’acqua per il suo impianto idrico dalle sorgenti situate nel territorio di Falvaterra

Il paese ha mantenuto nel tempo modeste dimensioni: la popolazione è oscillata dai 315 dei primi decenni del Seicento fino ai 1500 del 1871 per ridiscendere ai 500 dei giorni nostri

Il nucleo originario si raccoglieva sulla parte più alta del colle, ristretto entro una cerchia muraria di cui oggi rimangono pochi resti: qualche muro a scapoli regolari, archetti nelle pareti di case più vecchie, un pezzo di torretta semicircolare, un arco a tutto sesto

Il paese, di fatto, gravita ancora attorno ad una piccola piazza, alla Chiesa di Santa Maria e lungo la strada provinciale che l’attraversa. Le nuove costruzioni stanno espandendo il centro verso Pastena.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Un edificio notevole è la Parrocchiale di Santa Maria. Di origine medioevale, documentata già nel Trecento, è stata trasformata nel Settecento.

Chiesa di San Sosio Martire e convento 

Fuori dell’abitato, lungo la strada che scollina c’è il grande Convento di San Sosio (clicca sul nome per approfondimenti), trasformato con l’attigua chiesa nel corso del Settecento e dell’Ottocento.

La chiesa, ad una sola navata, con cappelle laterali, presenta una decorazione barocca

Attualmente tutto il complesso è utilizzato, oltre che per funzioni religiose, anche come centro di riunioni e convegni. La popolazione tende a scendere a valle per trovare lavoro nelle aree industriali di Ceprano, Frosinone e Cassino; per questo motivo Falvaterra mantiene le dimensioni dei secoli passati e forse il fascino di una vita tranquilla che non si trova più altrove.

Monumento naturale regionale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco

Il monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco è un'area di alto valore sia dal punto di vista speleologico che geologico con un sistema sotterraneo di grotte carsiche lunghe più di 5 chilometri che si snoda all'interno della collina di Monte Lamia (370 m s.l.m.).

Il sito, avente una estensione di 133 ettari, è stato dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nell'ottobre del 2007

La scoperta di questo sistema ipogeo la si deve agli speleosubacquei del Gruppo URRI di Roma Lamberto Ferri Ricchi e Carlo De Gregorio che nel luglio del 1964 superarono il sifone di ingresso, profondo più di 20 metri, che faceva da accesso al complesso delle Grotte di Falvaterra, direttamente comunicanti, tramite un percorso sotterraneo di quasi 2,5 km, con le Grotte di Pastena. In effetti le Grotte di Pastena rappresentano l'inghiottitoio delle acque provenienti dai bacini carsici di monte, mentre le Grotte di Falvaterra sono poste sulla risorgenza di queste acque sotterranee

Le Grotte di Falvaterra sono state rese turistiche e sono facilmente visitabili, per i primi 250 metri, anche per i portatori di handicap, mentre nei tratti più interni è possibile praticare lo speleoturismo o il canyoning, soprattutto nel periodo che va da maggio a settembre. La grotta ha al suo interno tratti attivi, con un fiume sotterraneo perenne, e tratti fossili, rappresentanti vecchi e più alti percorsi del fiume, ormai abbandonati, dove domina il concrezionamento di calcite e dove le condizioni del clima interno sono più stabili.

Nell'area esterna, posta nel settore Nord orientale dei monti Ausoni, sono presenti percorsi che permettono di raggiungere le colline sovrastanti le rupi del Rio Obaco da dove si domina il panorama della Valle dei Latini fino ai monti Ernici e Simbruini e da dove è possibile raggiungere i due siti archeologici di Monte Castellone e Costa Marione.

Il fiume sotterraneo, in alcuni periodi dell'anno, va in piena, con portate di alcuni metri cubi al secondo, alimentando fragore cascate e rapide che possono essere ammirate nel percorso turistico su comode passerelle metalliche.

Nel marzo 2013 è stato costruito nei pressi del Centro Visitatori Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, un labirinto ideato dal ricercatore e scrittore Giancarlo Pavat e voluto dal Prof. Augusto Carè. Questo manufatto è stato composto da rocce, muschi, pietre, piante e in metodo unicursale.

Molto interessante risulta l'ecosistema ipogeo della grotta con specie di chirotteri, ortotteri, crostacei, aracnidi e con un ambiente epigeo che mostra una tipica zona umida nella zona del fiume ed una macchia mediterranea sulle alture. Di recente sono state scoperte sulle colline sovrastanti delle mura poligonali risalenti al periodo preromano aventi un certo interesse dal punto di vista archeologico.

 

Testo: Wikipedia

Foto di Emilia Trovini, Enzo Sorci, Marco Secondi, Alessio Buzi, Gerardo Forti,  Franco Carnevale, Carlo Germani, 48_marioc, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
  
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Ultimo aggiornamento

Giovedi 19 Novembre 2020